Scale Wechsler

L'uso clinico della scala WAIS-R prevede che la valutazione quantitativa della prestazione del soggetto al test (valutazione psicometrica) sia affiancata da una valutazione qualitativa, che, proprio per le sue caratteristiche, risulta più legata ad aspetti idiosincratici del caso singolo. Al fine di ridurre gli aspetti inferenziali presenti in questo approccio, stiamo valutando il significato clinico di possibili integrazioni tra la somministrazione standard della WAIS-R (O.S.) e alcune modifiche proposte dalla scuola di Boston per la WAIS-R-NI.
La ricerca si propone di indagare nello specifico
- la significatività delle discrepanze intrasubtest valutate con il calcolo dello scatter intrasubtest,
- la frequenza di errori compiuti in item specifici di alcuni subtest (ad esempio, il Completamento di figure),
- la discrepanza tra performance al subtest Riordinamento di storie figurate e il racconto che viene richiesto al soggetto di fare, dopo aver completato l'intero subtest,
- la qualità degli errori fatti alla Memoria di cifre (omissioni, aggiunte, sostituzioni),
- le strategie cognitive impiegate dai soggetti.

 

Primi risultati

Analisi clinica degli errori nella WAIS-R: una proposta per il subtest
Completamento di figure

Gli errori commessi al subtest Completamento di Figure della WAIS-R possono essere qualitativamente molto differenti, sebbene ottengano la stessa valutazione quantitativa (punteggio grezzo = 0). L'analisi delle tipologie di errore potrebbe dunque costituire uno strumento utile per una più adeguata diagnosi clinica.
Al momento sono stati esaminati 164 protocolli di soggetti clinici con diagnosi DSM-IV e 78 protocolli di soggetti non clinici. E' stata condotta un'analisi generale degli errori al subtest: sono state identificate dieci tipologie di errore e si è calcolata la frequenza nel campione clinico e non clinico; per ogni item è stato, inoltre, rilevato il tipo di errore più frequente. Alcuni errori sono risultati tanto frequenti da fare ipotizzare che, in alcuni casi, il tipo di errore sia indotto dalla caratteristica percettiva dello stimolo (ad es. item 13 violino: "L'archetto per suonare") e che quindi non debba essere "interpretato".
L'analisi degli errori del campione clinico effettuata in base alle categorie nosografiche DSM-IV non ha evidenziato differenze statisticamente significative, a differenza di quanto affermato da altri ricercatori. Questo dato conferma che le misure ottenute somministrando il subtest Completamento di Figure non sono influenzate da questa variabile; poiché tuttavia, nella pratica clinica, può risultare marcata l'influenza della condizione psicopatologica sui risultati ottenuti a questo subtest, riteniamo che possa essere utile, nel proseguimento di questa ricerca, approfondire i risultati ottenuti su ulteriori campioni identificati in base alla diagnosi DSM-IV.

Ricercatori
Francesca Agostoni
Paola Manzoni

 

Riordinamento di Storie Figurate della WAIS-R: valutazione quantitative e qualitative
La ricerca si propone di verificare se alla ricostruzione di storie corretta corrisponda una reale comprensione della sequenzialità degli eventi, se il risultato ottenuto correli in qualche misura con le abilità di pianificazione misurate con un altro strumento (Grande Figura Complessa di Rey, somministrazione e correzione secondo il metodo BQSS) e se i soggetti che utilizzano la strategia di pianificazione ottengono un punteggio ponderato per età statisticamente maggiore al subtest, rispetto ai soggetti che utilizzano una strategia di ricostruzione per "prove ed errori".

Si vuole verificare se, alla ricostruzione delle storie secondo l'ordine previsto dal Manuale corrisponda una comprensione globale e "reale" della storia (ossia il soggetto abbia colto l'elemento percettivo organizzatore e abbia stabilito una sequenzialità logica e temporale) e se a una ricostruzione scorretta corrisponda la non comprensione della storia. Per conseguire questo obiettivo si è programmata una ricerca che prevede le seguenti fasi:
1. Terminata la somministrazione standard, vengono ridisposti i cartoncini nell'ordine precedentemente stabilito dal soggetto,
2. si chiede al soggetto di raccontare una breve storia, in cui venga spiegato quello che accade. In questo modo è possibile rilevare se il paziente ha colto l'organizzatore percettivo della storia e la sequenzialità temporale-causale che lega i cartoncini, nonché lo "humor" sotteso alla storia stessa;
3. il racconto del soggetto viene  audioregistrato e si annotano i cambiamenti fatti nella disposizione in sequenza,
4. si chiede al soggetto quale sia "l'organizzatore" utilizzato per la disposizione in sequenza
5. si rilevano il tempo di latenza e il numero di autocorrezioni effettuate.

 

Ricercatori
Roberta Andrello
Fabio Cotti
Clara Michelotti