OPD (Operazionalized Psychodynamic Diagnostics)

L'OPD è uno strumento diagnostico creato dal gruppo di lavoro per la diagnosi operazionalizzata di Ulm, con l'obiettivo di integrare la classificazione nosografico-descrittiva dell'ICD-10 per i disturbi psichici con le categorie dimensionali della tradizione psicoanalitica e con gli apporti dei più recenti sviluppi della psicopatologia psicodinamica.
Lo strumento prevede la conduzione, da parte del clinico, di colloqui solo parzialmente strutturati con  le seguenti caratteristiche tecniche:
1. conduzione aperta del colloquio,
2. formulazione di domande, relative alla ricostruzione anamnestica di una biografia organizzata secondo una prospettiva psicodinamica
3.  accorgimenti dell'indagine psichiatrica per formulare la diagnosi sindromica secondo l'ICD.
La trascrizione del colloquio è valutata su cinque Assi: 
Asse I : Vissuto di Malattia e Presupposti per il Trattamento.  L'attenzione è rivolta alle componenti dell'esperienza soggettiva del paziente e alle sue motivazioni, partendo dal presupposto che l'aiuto che può essere offerto a una persona dipende dal livello di comprensione che il terapeuta ha delle aspettative del paziente.
Asse II : Relazioni. Propone un sistema per categorizzare le modalità di comportamento abituali del paziente su due livelli, da una parte l'osservazione delle relazioni del paziente, dall'altra l'esperienza che il clinico sperimenta della relazione con il paziente stesso.
Asse III : Conflitti. In questa dimensione viene analizzato il conflitto inteso, in accordo con la diagnosi psicoanalitica classica, come elemento centrale nella formazione sintomatologica. E' possibile, inoltre, distinguere i conflitti interni dalle situazioni conflittuali attuali, determinate da fattori esterni.
Asse IV : Struttura. Valuta adeguatezza versus inadeguatezza della struttura psichica. In un certo senso, la struttura costituisce lo sfondo su cui si svolgono i conflitti, con le rispettive modalità di risoluzione più o meno funzionali all'adattamento.
Asse V : Disturbi Mentali e Psicosomatici Introduce la diagnosi descrittiva già codificata dai manuali diagnostici più largamente utilizzati (ICD-10, DSM-IV)
I singoli Assi possono essere usati separatamente in un contesto clinico, mentre la forma completa, rimane, almeno inizialmente, uno strumento di ricerca per le istituzioni scientifiche.
 

 

 SCORS (Social Cognition and Object Relations Scales)

Nonostante teorici e clinici parlino spesso delle relazioni oggettuali come se fossero un fenomeno unitario, che va da un livello immaturo a un livello maturo, il termine relazioni oggettuali  - secondo Westen - si riferisce a una congerie di funzioni e di strutture cognitive e affettive, ivi inclusi i modi diversi di rappresentare persone e relazioni, regole di inferenza per interpretare le cause delle sensazioni e i comportamenti, i desideri interpersonali, i conflitti e così via delle persone.
Westen afferma la necessità di integrare apporti dei modelli della mente psicoanalitico e cognitivo. L’autore integra, infatti, l’approccio alle relazioni oggettuali dei teorici che si sono occupati di rappresentazioni del sé e degli oggetti, oltre che dei processi affettivi sottesi, con quello dei ricercatori sulla cognizione sociale (che hanno rivolto l’attenzione,  in particolare, ai pattern di pensieri, sensazioni e motivazioni sottesi al funzionamento interpersonale nelle relazioni interpersonali). L’integrazione è resa necessaria dal fatto che entrambi gli approcci presentano limiti specifici.
All'inizio degli anni '90, sulla base di questi assunti, Westen costruisce la SCORS (Development of the Social Cognition and Object Relations Scales),
Lo strumento è composto da 4 dimensioni, valutate su una scala a 5 punti (da 1: relativamente primitivo a 5: relativamente maturo), e successivamente su una scala a 7 punti. Le dimensioni sono:

·          complessità delle rappresentazione degli altri

·          tono affettivo dei paradigmi relazionali

·          comprensione della causalità sociale

·          capacità di investimento emotivo nelle relazione e negli standard morali.

Nel 1998, la SCORS è stata revisionata (SCORS-R) e sono state aggiunte due nuove dimensioni: la  «capacità di investimento emotivo nelle relazione e negli standard morali» è stata divisa in due parti (una più centrata sulle relazioni e l’altra sui valori) ed è stata aggiunta una nuova dimensione che riguarda le paure, i desideri e le preoccupazioni interpersonali dominanti e che è composta da 50 item tematici.
Esiste, infine, un’altra versione dello strumento, denominata SCORS-Q sort, costruita su otto dimensioni (alle già citate si aggiungono «esperienza e gestione degli impulsi aggressivi», «autostima», «identità e coerenza del Sé»).
In letteratura, si ritrovano per lo più lavori che utilizzano la scala originale. SCORS-Q sort e SCORS-R ricorrono molto meno frequentemente. Sulla seconda, in particolare, non sono attualmente disponibili informazioni sull’attendibilità e sulla validità.

È attualmente in corso la valutazione di 20 colloqui di soggetti clinici sia attraverso l’OPD che la Scors. Verrà poi effettuato un confronto fra i dati acquisiti attraverso l’impiego dei due strumenti, al fine di valutarne le caratteristiche specifiche e i rispettivi punti di forza e di debolezza nella diagnosi clinica

 

 Indicazioni bibliografiche
Guppo di lavoro OPD (2002), Diagnosi psicodinamica operazionalizzata, Masson
Western D. (1996), Social Cognition and Object Relations Scales for Interview and Narrative Data in www. psychsystems.net/lab.


 

 

Ricercatori
Paola Manzoni
Roberto Rossi

Silvia Carnevali
Anna Bonfanti
Enrico De Sanctis
Silvia Carnevali
Alessandra Ciliberti
Francesca Forino
Daniele Rosapane
Anna Vailati